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cellulare-facebook-inq

Lavorando nel web non è necessario soltanto rimanere aggiornati, ma anche consolidare la propria persona e le proprie amicizie (anche reali) in internet.

Ho visto di recente la pubblicità del nuovo telefonino della Tre.

L’INQ :)

Nessuno mi paga per far pubblicità alla Tre ma devo dire che avendolo acquistato ieri, posso affermare che è veramente un buon prodotto, completo e soprattutto in grado di offrire un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Funzionalità interessanti

Nei 99€ che comprendono il costo del telefonino (bloccato per funzionare con schede Tre) + un piano tariffario Tre, ho trovato un sacco di funzionalità interessanti.

Guardando la confezione si notano i colori stravaganti e vivaci che in seguito si riscontreranno anche sul cellulare INQ, ad esempio sullo sfondo. Questo suppongo essere motivato dal fatto che le funzionalità del telefonino INQ possono risultare interessanti anche per i teenagers, notoriamente attratti dai colori vivaci.

Apparte questa considerazione sui colori di presentazione, è semplice cambiare lo sfondo del cellulare INQ in modo da renderlo un prodotto più elegante, che si presenta con un grigio satinato ed una consistenza piuttosto sostanziale.

L’immediatezza e la facilità d’uso sono caratteristiche di quest’oggetto.

Non sono un amante dei libretti delle istruzioni e nonostante non abbia minimamente guardato i suggerimenti associati, la difficoltà più grossa per me è stato l’inserimento della sim. :)

E’ veramente immediato infatti accedere e configurare tutte le applicazioni ed i servizi interessati del telefono.

L’elenco dei servizi interessanti

  1. Con pochi semplici passi guidati è facile accedere a Facebook per la prima volta. Le successive volte diviene addirittura immediato. La connessione con il proprio account è semplicissima e la sincronizzazione dei contatti impiega un tempo ragionevole di qualche minuto. I servizi del telefonino sono tutti collegati tra di loro. I messaggi che riceviamo su Facebook ci vengono notificati direttamrnte insieme ai messaggi SMS/MMS e accedere a Facebook per rispondere è semplice. Immediato è anche connettersi alla versione mobile di Facebook per modificare il proprio stato o per leggere lo stato degli altri. I contatti di Facebook possono essere integrati nella rubrica del telefono e questo intensifica ancora di più la ragnatela di connessioni tra le applicazioni del telefono. La fotocamera permette di pubblicare la foto su Facebook immediatamente dopo lo scatto senza accedere al sito.
  2. L’utilizzo di Skype si integra perfettamente con il cellulare INQ. Dopo la prima connessione si possono importare i contatti Skype nella rubrica del telefonino e si possono chiamare trattandoli come semplici contatti telefonici fissi o mobili. La chat di Skype, nonostante la tastiera da telefonino, funziona egregiamente. Le telefonate via Skype funzionano perfettamente.
  3. Msn Messenger replica il programma che è su Windows e dispone di tutte le caratteristiche che abbiamo sul notro pc. Ci permette di stare in contatto con i nostri amici in maniera esattamente uguale a quella che si potrebbe mettere in atto da casa.
  4. La configurazione di una casella di posta mail è forse il passo più macchinoso ma eseguibile in 3/5 minuti. Configurando il proprio account email sul cellulare INQ di un qualsiasi provider, è possibile ricevere e inviare email dal proprio indirizzo di posta tramite il cellulare INQ stesso. Io ho confogurato il mio account su tin.it e quindi si può utilizzare veramente qualsiasi server di posta che usi i protocolli POP3 e SMTP.
  5.  Il collegamento tra di loro di tutte le applicazioni e i servizi che offre il cellulare INQ è veramente completa. I messaggi e la posta che riceviamo su Facebook possiamo trovarla insieme agli sms inviati da un nostro amico ed insieme ad un messaggio che qualcuno ci ha lasciato su skype. Tutto questo mentre stiamo chiamando una persona via Skype e ricevendo una email da un cliente. La multimedialità del cellulare INQ è ottima, chiaramente probabilmente inferiore ai concorrenti dell’ultimo grido (N95, N96) ma decisamente ottima per il costo di 99€.

Perchè un SEO si interessa di cellulari?

L’opinione strettamente personale su questo cellulare INQ non può essere che ottima. Un SEO, secondo me deve applicare le sue facoltà e le sue capacità anche alla propria persona. Andiamo sempre di più verso la necessità di avere un alter-ego virtuale in ogni settore di nicchia che ci interessa. La nostra figura del SEO, la figura personale e professionale relativa a questo lavoro deve essere ben radicata nella rete e, proprio perchè il nostro lavoro è quello di rendere visibili le cose invisibili, non possiamo non essere presenti in luoghi visibili.

Un SEO secondo me deve rimarcare la propria professione lasciando segni sul territorio frequentato da colleghi, clienti, amici. 

L’anonimato in rete che ha contraddistinto gli anni passati non ha più ragione di esistere perchè la rete è oggi fonte di una enorme quantità di opportunità, che non avrebbe senzo sfruttare anonimamente. E’ bene scendere in campo con il propro nome, il proprio numero di telefono, il proprio indirizzo, la propria personalità. Rendersi rintracciabili, disponibili. Esprimere la propria opinione e farla sapere agli altri. Mostrare il proprio curriculum, quello che abbiamo fatto e quello che stiamo facendo per far sapere quello che sappiamo e che possiamo fare.

Avere un collegamento attivo e diretto come quello che possiamo avere con un dispositivo mobile come il cellulare INQ è un ottimo incentivo al miglioramento professionale e personale.

 

facebook-condividi

I social network sono sempre più presenti nella nostra mente. Il loro linguaggio è diventato di uso comune e quasi tutti facciamo almeno una visita quotidiana su Facebook.

E’ proprio di oggi l’uscita di un telefonino commercializzato dalla Tre, che ha la gestione dell’account Facebook preimpostata.

Trovandomi ad ottimizzare un sito di annunci di affitti per studenti, mi sono chiesto come poter utilizzare Facebook per portare traffico sul sito.

Con una semplice ricerca su Google, gran parte del lavoro è già fatto. Perchè farlo due volte? Ecco qua dove scaricare il codice già pronto:

http://www.facebook.com/share_partners.php

Un semplice tasto da posizionare nelle pagine del sito con la scritta "condividi" permette a tutti gli utenti di condividere la pagina che stanno visitando con i loro amici su Facebook, pubblicandola sul proprio profilo.

Se si hanno interessi comuni o necessità medesime con gli amici di Facebook il risultato è che ci saranno dei click su quel link pubblicato in bacheca.

Il risultato statistico è quello di un incremento di visite quantificabile in base all’interesse per l’argomento del nostro link.

Il risultato visivo è il seguente (trovato sulla bacheca di una mia amica…) ;)

facebook-tasto-condividi1

 

youtube

Ultimamente mi sono trovato ad ottimizzare dei video caricati su youtube. Non voglio scrivere una guida su come fare, dato che la mia è stata la prima esperienza in merito.

Dopo aver condotto una breve ricerca in rete sono giunto alla conclusione che ci sono dei punti fondamentali di cui tener conto con semplici accorgimenti. Ce ne saranno altri che non ho considerato e vi invito a considerarli in risposta a questo post.

Innanzitutto la qualità. La qualità del video è fondamentale. Un video di ottima qualità è gradevole da vedere e probabilmente Youtube ne renderà disponibile anche una versione in HD. Inoltre un video di ottima qualità sarà visto più a lungo dall’utente che non ha motivo di cercare un’altra qualità.

Per quanto riguarda la qualità rimando ad un post sul forum di GiorgioTave che approfitto per salutare:

http://www.giorgiotave.it/forum/w3c-usabilita-accessibilita-qualita/53015-ottimizzare-un-video-per-youtube.html

Nel momento in cui si carica un video ci sono diversi modi per renderlo più facilmente rintracciabile. Io ho identificato i seguenti semplici punti:

  1. Scegliere un titolo che contiene una keyword per la quale vogliamo essere rintracciati. E’ bene aver chiaro un gruppo di keyword, anzi… una querystring che sappiamo essere ricercata per intero su Google. Usare la querystring come titolo sarebbe il top.
  2. Inserire una descrizione esaustiva e se interessa il caso, inserire http://www.sitoalqualesiriferisceilvideo.it nella descrizione. Per far questo stare attenti che l’url del sito sia visibile all’utente che visiona il sito nell’interfaccia standard di youtube. Se scriviamo una descrizione lunga e mettiamo il link al termine di essa, l’utente che rintraccia il video su youtube non vedrà il link.
  3. Mettere i tags. E’ importante. Più importante ancora è sceglierli bene. Una volta che abbiamo salvato il video, facciamo il reload della pagina. Se i tags che abbiamo messo sono magicamente comparsi tra virgolette è bene… molto bene. Altrimenti è necessario fare altre prove fino a che Youtube non ci mette le virgolette ai tags.
  4. Scegliere il migliore dei fotogrammi suggeriti per lapresentazione iniziale del video. Youtube in genere ne suggerisce 3.
  5. Se possibile inserire sempre le coordinate geografiche sul luogo nel quale si identifica il video.
  6. Utilizzare le annotazioni per pubblicizzare noi stessi (autori del video) o il nostro sito (o il sito sul al quale il video si riferisce).
  7. Usare le annotazioni senza abusarne. Avere fumetti e scritte che compaiono continuamente qua e la per il video è fastidioso quanto frustrante.
  8. Inserire un riferimento costante al sito (se esiste un sito di riferimento per il video) in basso a sinistra con un’annotazione. Se lo si mette in basso a destra poi la scritta YouTube interferirà.
  9. Pubblicare il video sui principali social. Ovviamente dobbiamo avere un profilo sul quale farlo. I social che lo permettono in automatico (o con pochi click) da Youtube sono più che sufficienti. Ultimamente (aprile 2009) però i video su Facebook stanno dando problemi.

Ho ottimizzato di recente i video di un sito di alcuni tifosi dell’Empoli Fc seguendo questi piccoli accorgimenti. In breve tempo ho avuto i benefici mostrati sul grafico qui sotto… e non è poco, dato che quanto detto nei punti 1-9 non è una vera e propria tecnica ma una semplice serie di accorgimenti che con un po’ di pratica possono diventare naturali e immediati da attuare.

ottimizzazione-video

SandBox

Supponiamo di avere una keyword altamente inflazionata. Supponiamo che le agenzie SEO si facciano la guerra per posizionare un sito per quella keyword.

Supponiamo anche che i siti in vetta alla SERP per quella query non sappiano nemmeno lontanamente che cosa significa SEO.

Affermiamo quindi ora che c’è evidentemente qualcosa che non quadra.

Supponiamo inoltre che ogni tentativo di posizionare un qualsiasi sito per quella keyword finisca in sandbox. 

Ma allora la sandbox esiste… ;)

Probabilmente si, ma non si chiama sandbox, bensì moneybox.

Secondo voi come si fa a rendere profittevole un servizio di campagne ppc per quella keyword (ovviamente anche in generale)?

Facile:

  1. Identifichi i siti che hanno le caratteristiche si essere stati oggetto di un’opera SEO da mano esperta.
  2. Li getti dentro la sandbox.
  3. Offri un servizio ppc con il prezzo dei click dettati dalla concorrenza.
  4. Sfrutti la concorrenza tra tutti quelli che sono in sandbox per far levitare il prezzo del click.
  5. Fai affari d’oro vendendo il click ad un costo spropositato.

Facile no? ;)

 

 

rimuovere-pdf-google

Lavorare nel web è bello perchè le situazioni che ti si presentano sono sempre diverse, sempre nuove sfide che ti possono coinvolgere in uno studio di ricerca e di sviluppo in grado di arricchiere la tua professionalità.

Mi è capitato di dover rimuovere un documento dalle SERP di Google.

Fin qui nulla di strano, se non che ho incontrato una piccola difficoltà dovuta al fatto che il documento era un PDF.

Dopo un po’ di prove, il documento è finalmente stato rimosso e insieme ai colleghi abbiamo redatto un breve howto per rimuovere un pdf dalle SERP di Google.

I passi che abbiamo compiuto per rimuovere il documento sono i seguenti:

 

1) Rimuovere fisicamente il file dal server

2) ‘Disalloware’ il percorso del file usando il robots.txt

3) Assicurarsi di disalloware il file con la corretta estensione (.PDF,  .pdf)

4) Richiedere la rimozione del link nel webmaster tool

5) Richiedere la rimozione della versione cache usando:

Termini di ricerca: keyword per la quale compare la cache

6) Veririficare l’esito delle richieste nelle ore successive.

NOTA: Probabilmente avremo:

        la richiesta del punto 4->negativa

        la richiesta del punto 5->positiva

 

CONDIZIONE:

Se nei giorni successivi alla procedura (1-6) il file pdf sembra essere stato rimosso da Google le SERP non restituiscono più il file o quantomeno lo restituiscono con posizioni a scalare per la keyword indicata al punto 5, allora siamo sulla buona strada.

Se invece il file pdf non è ancora stato rimosso dai risultati di Google ma continua a permanere nelle SERP procedere con i seguenti punti (NOTA: se tuttavia si scopre che pur indicizzando il file, Google ha perso la cache dello stesso, siamo sulla buona strada)

 

7) Creare un file pdf con lo stesso nome e la stessa estensione di quello che intendiamo rimuovere da Google ma contenente solo la stringa "file rimosso".

8 ) Dare un Titolo al file mediante le proprietà del file PDF. ATTENZIONE: Questo passo è molto importante. Ricordarsi di dare il Titolo mediante le proprietà del documento PDF in fase di creazione del documento tramite un software che lo consente.

9) Posizionare il nuovo file creato in modo che sia raggiungibile all‘url che vogliamo rimuovere.

10) Occhio alle estensioni .pdf (minuscolo) e .PDF(maiuscolo).

 

NOTA FINALE: Se ancora il file non viene rimosso valutare un intervento con l’htaccess se il server lo permette.

 

wordpress-to-twitter

Pensate anche solo per un attimo all’efficacia delle operazioni automatiche.

Quanto tempo esse sono in gradi di farvi risparmiare?

Quante cose in più potreste fare se riusciste ad automatizzare anche solo alcune operazioni che vi portano via del tempo in maniera ripetuta e costante.

La diffusione delle proprie idee è divenuta possibile grazie all’avvento del blogging di massa. Ma perchè lasciare che gli altri trovino le tue idee quando puoi promuoverle tu attivamente?

Ti stai chiedendo come? La risposta si chiama "social".

Promuovere i propri contenuti singolarmente sui "social" è un’attività che può portare molte persone a conoscerti e ad apprezzarti.

Non credi che tutto questo possa farti sentire realizzato instaurando in te un benessere appagante?

E se fosse possibile automatizzare questo passaggio. Se fosse possibile pubblicare i tuoi post direttamente e subito sui social più frequentati, non appena inserisci i contenuti sul tuo blog, non sarebbe una cosa meravigliosa?

Un primo plugin che può venirci incontro è questo:

http://alexking.org/projects/wordpress

 

 

Screenshot sito

In: Grafica

17 apr 2009

empoli-fc

Ti è mai capitato di dover disporre dello  screenshot di un intera pagina di un sito web?

Lavorando nel web a me è capitato. Mi è capitato anche semplicemente di dover avere lo screenshot di un sito per creare una piccola icona, o usare l’immagine in un post… come questo ;)

Se fino a qualche tempo fa usavo un software qualsiasi di grafica unito al tasto STAMP della tastiera, adesso è tutto più immediato.

Si può ottenere facilmente e velocemente uno screenshot di un sito qualsiasi usando i numerosi tool online che svolgono questa funzione.

Esistono una moltitudine si tool online che offrono la possibilità di avere gratuitamente uno screenshot di un sito, ma che senso avrebbe elencarli tutti.

L’ottimizzazione è alla base di un’ottima strategia. La funzione che essi svolgono è la stessa.

Basta quindi elencarne uno, non lo credi anche tu?

Eccolo qua: http://www.superscreenshot.com

 

Per l’esempio di test è stato preso un sito dei tifosi dell’Empoli Fc

Ottimizzare un post per i motori di ricerca

Quando cerchiamo di scrivere un post efficace dobbiamo chiederci:

"efficace per chi"?

Le risposte possono essere varie. Efficace per noi, per l’utente, per i motori di ricerca, per sensibilizzare l’opinione pubblica…etc…

In questo articolo parlerò di efficacia nei confronti dei motori di ricerca.

Scrivere un post efficace per i motori di ricerca, quindi un post efficace per il posizionamento nelle SERP e quindi un post efficace in ottica SEO, è una missione che può essere portata a termine facilmente seguendo dei semplici accorgimenti.

Supponendo di utilizzare una piattaforma Wordpress preparata in ottica SEO, l’ottimizzazione del post si individua in 3 aree:

  1. Il titolo
  2. Il corpo
  3. I tags, il link, l’header…etc

1) OTTIMIZZARE IL TITOLO DEL POST PER I MOTORI DI RICERCA

Il titolo del post è il suo nome, il suo biglietto da visita, il testo ne troppo lungo ne troppo corto che deve far capire l’argomento del post. Il titolo è molto importante. Il template metterà il titolo tra i tag H1 e le parole che compongono il titolo avranno una estrema rilevanza per lo spider che è appena entrato nella pagina e vuole farsi un’idea dell’argomento di cui si parla nel testo.

Per questo è di fondamentale importanza scegliere accuratamente le parole che vanno a comporre il titolo, arricchendolo di keyword che ci interessano per posizionare il post e minimizzando le parole non attinenti, gli articoli e le congiunzioni.

Se ad esempio volessimo scrivere un post che parla del problema degli affitti per studenti fuori sede, un ottimo titolo sarebbe "Affitti studenti fuori sede". Una scelta peggiore dal punto di vista dell’ottimizzazione per i motori di ricerca sarebbe scrivere "Il problema degli affitti per gli studenti fuori sede", pur essendo grammaticalmente corretto e magari più gradevole. La differenza sta nel fatto che probabilmente nel primo caso andiamo a usare come titolo esattamente una probabile query dell’utente che cerca materiale attinente agli studenti fuori sede. Inoltre rispetto alla seconda ipotesi, il titolo è composto solamente da keyword che ci interessano.

Un altro aspetto che deve essere preso in considerazione quando si sceglie il titolo del post è che esso andrà a comporre la url che punta al post stesso. E’ quindi bene usare le keyword che ci interessano anche nella url. In questo modo lo spider già prima di giungere nella pagina ed analizzarla potrà farsi un’idea sul contenuto.

2) OTTIMIZZARE IL TESTO DI UN POST PER I MOTORI DI RICERCA

Come quotidianamente ci prendiamo cura del nostro corpo, anche il corpo del post deve essere curato nei minimi dettagli al fine di essere il più possibile gradito agli spider. Ottimizzare il testo di un post per i motori di ricerca è un’operazione che può aumentare notevolmente il tempo di scrittura del post stesso. La ricerca delle parole deve essere minuziosa e se non si ha l’abitudine potrebbe risultare difficoltoso scrivere frasi di senso compiuto, gradevoli da leggere e ricche di keyword.

Sin dalla scuola ci hanno insegnato che per una lettura scorrevole ed allo stesso tempo gradevole è bene non ripetere troppo volte la stessa parola in maniera ravvicinata. Il modo di comunicare però sta cambiando e non si sta scrivendo su un semplice foglio per essere giudicati, ma si sta scrivendo un messaggio che vogliamo divulgare il più possibile. I nostri obiettivi sono quindi: scrivere un contenuto facilmente leggibile e corretto; rendere il nostro contenuto rintracciabile il più facilmente possibile. Detto brevemente vogliamo diffondere il più possibile l’ottimo contenuto che produciamo.

I motori di ricerca leggono il nostro contenuto e ne tengono conto quando qualcuno digita una query di ricerca attinente ad esso. E’ bene quindi presentare loro un contenuto ottimizzato senza stravolgerlo, per una corretta lettura dell’utente. I punti principali da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Usare dove possibile le keyword che vogliamo posizionare e non sinonimi. Questo non significa evitare i sinonimi, ma usare ripetizioni fino al limite di una lettura scorrevole. 
  • Cercare di allungare le frasi in modo da distanziare le ripetizioni. Per far questo si possono fare brevi considerazioni al termine dell’esposizione di un concetto per distanziare il concetto successivo.
  • Usare il grassetto (strong) sulle keyword e sulle query string per le quali vogliamo posizionare il posto. Non abusare del grassetto. In tal caso l’articolo sarebbe leggibile con difficoltà dall’utente.
  • Cercare di sfruttare alcune keyword che ci vengono naturali nella scrittura dell’articolo per linkare altri articoli del blog. In questa maniera si viene a creare una ragnatela di link tra i vari post che può riuscire a tenere lo spider più a lungo sul nostro blog facendo in modo che visiti più contenuti.
  • Scrivere un buon contenuto su quello di cui stiamo parlando, corposo e che senza usare il copia ed incolla. E’ bene scrivere sempre contenuto nostro e soprattutto contenuto originale.

3) USARE I TAGS, IL TITLE, LA DESCRIPTION E LE URL PER UN BUON POSIZIONAMENTO

Se stiamo postando su un blog ottimizzato, probabilmente c’è qualche plugin che ci permette di inserire a mano il title e la description della pagina. Avere a disposizione anche un campo dove inserire i tags relativi all’articolo è una cosa utile dal punto di vista del posizionamento sui motori di ricerca.

Avere la possibilità di scrivere quello che vogliamo nel tag title della pagina può sembrare attraente, ma secondo me è molto più utile uniformare le tre cose che ritengo (e non solo io) fondamentali per ottenere un buon posizionamento del post:

  1. Dare un titolo al post con le princpali keyword dell’articolo.
  2. Valorizzare il tag title con le stesse keyword.
  3. Avere una url ancora con le stesse keyword.
  4. Ripetere le keyword almeno una volta ciascuna nella description.
  5. Scrivere un titolo al massimo di 60 caratteri ed una description di circa 160 caratteri.

Oltre a questi accorgimenti è bene ricordarsi sempre si usare tags e di inserire il post nella corretta categoria. Se non esiste una categoria che gli si addica è preferibile crearne una invece che inserirlo in una banale categoria "varie".

Per quanto riguarda i tags, è bene inserirvi le keyword per le quali vogliamo posizionare l’articolo, quindi le stesse che abbiamo messo nel titolo, nei metatags e sulle quali abbiamo lavorato per ottimizzare il testo.

Questo breve post non vuole essere una bibbia o un credo. In questo post ho semplicemente esposto la mia opinione sui passi da compiere e sugli aspetti di cui tenere conto quando scriviamo un post al fine di renderlo facilmente rintracciabile grazie a degli accorgimenti volti ad ottimizzarlo per i motori di ricerca.

Anche se inizialmente potrebbe sembrare lento e macchinoso usare considerare questa moltitudine di aspetti durante la scrittura di un post, col tempo diventerà quasi naturale.

 

Come tutti sanno, l’algoritmo di indicizzazione dei motori di ricerca si è evoluto nel tempo ad una velocità spaventosa. E’ vero che la società si evolve e di pari passo anche i motori lo fanno. Ma se pensiamo che i motori di ricerca esistono da pochi anni in confronto alla specie umana, ci rendiamo conto di quanto essi stiano mirando a divenire sempre più vicini all’intelligenza collettiva.

Parlando di un sito, possiamo fare un’analogia con le persone. Come succede nei rapporti umani, più voci ‘raccomandano‘ una persona e più importanza gli verrà attribuita. Se poi a raccomandarlo sono persone che occupano una posizione di rilievo, è indubbiamente ancora meglio!

Un tool online ci può venire in aiuto per l’analisi dei link in ingresso al nostro sito, ovvero per le sue raccomandazioni.

Eccolo qua:

Link in ingresso

Si chiama Link Diagnosis ed è un tool online in gradi di analizzare i link in ingresso al sito. E’ raggiungibile cliccando qui

Come funziona?

Il tool si basa sulle API di Yahoo e fa uso di uno script java che si appoggia ad un componente aggiuntivo di Firefox. Infatti, prima di usare il tool è necessario scaricare ed installare il componente aggiuntivo dedicato.

Una volta fatte queste semplici operazioni è fatta.

Basta inserire l’url del sito che vogliamo analizzare e in pochi minuti avremo tutti i link in ingresso (secondo Yahoo) ed anche gli anchor text utilizzati, nonchè il pr dei siti che ci linkano e altre informazioni interessanti.

Un’ottimo strumento, secondo me. Non può sostituire i software di analisi dei link usati in ambito professionale, ma è un ottimo tool soprattutto gratuito.

 

 

Tecniche di cloaking

In: Seo hot

9 apr 2009

Cloakingcloaking

Fare il SEO significa certamente saper ottimizzare un testo in una pagina di un sito, saper creare del contenuto mirato per realizzare una landing page, saper scrivere tenendo conto degli obiettivi che vogliamo raggiungere, padroneggiare il proprio modo di scrittura persuasiva usando delle call to action in grado di convincere l’utente a compiere un’azione ben precisa.

Fare il SEO però significa anche padroneggiare l’altro linguaggio che entra in gioco in questo lavoro: il linguaggio della rete.

E’ infatti impensabile ottimizzare un sito senza sapere niente di HTML, CSS. Ormai è quasi obbligatorio conoscere almeno le basi di un linguaggio lato server.

La conoscenza di base di un linguaggio di programmazione ci può permettere di condizionare determinati eventi al manifestarsi di determinate azioni.

Il cloaking è una tecnica volta al posizionamento di un sito per un insieme di keywords. Il concetto di base è semplice:

  1. tramite un linguaggio lato server si cerca di capire se il visitatore del sito è un utente umano o uno spider. Come si può capire? Facile! Gli spider hanno un nome, e possiamo confrontarlo con una tabella che mette in corrispondenza i motori di ricerca con i loro spider. Questo il link dove reperire informazioni per poter tracciare gli spider chiamandoli per nome: http://www.pgts.com.au/pgtsj/pgtsj0208d.html
  2. Gli spider hanno anche un IP e possiamo usare anche quello per il nostro scopo.
  3. In base alla nostra rilevazione possiamo mostrare una certa pagina per l’utente, con del contenuto leggibile e ben impaginato, oppure una pagina ricca di keyword e dalla grafica scarna ottimizzata per gli spider dei motori di ricerca

Questi semplici passaggi, molto rischiosi in quanto attuano una tecnica ritenuta illecita da Google, possono far si che lo spider trovi un contenuto talmente ottimizzato, ricco di keyword e ricco di tag H1,H2,H3… tale che l’algoritmo di generazione delle SERP possa portare la pagina ad essere nelle prime posizioni per un gruppo di keywords che sul sito visibile agli utenti magari nemmeno compaiono.

 

Ho realizzato un semplice esempio in PHP per mostrare come sia possibile implementare una tecnica basata sul cloaking:

  <?php  
$paginaSpider=<<<EOF  
	Pagina ottimizzata per i motori
EOF;  
$paginaUser=<<<EOF  
	Pagina con i contenuti per gli utenti
EOF;  
$agent=$_SERVER['HTTP_USER_AGENT'];  
$agentGoogle="Googlebot";  
if(strstr($agent, $agentGoogle))
   echo $paginaSpider; 
else
   echo $paginaUser;  
?>

GLI ASPETTI RISCHIOSI

L’utilizzo del cloaking non è ritenuto lecito da Google. Forte è quindi il rischio di ban.

Anche se un sistema automatico avrà difficoltà ad accorgersi della presenza di cloaking, se stiamo cercando di posizionare un sito con keyword molto inflazionate, un utente umano interessato a posizionare un sito concorrente per le stesse keyword potrebbe effettuare un indagine della propria concorrenza ed accorgersi del nostro trucchetto.Quindi segnalerebbe il nostro sito a Google e ci potremmo trovare penalizzati.

Per un utente attento non è difficile scoprire se un sito fa uso di cloaking. Semplicemente visitando il sito e poi andando a vedere la cache di Google, possiamo verificare se i contenuti del sito sono gli stessi della cache. Se la cache risulta diversa dal sito allora significa che lo Spider di Google ha visto quel contenuto mostrato in cache, ma che l’utente vede un altro tipo di sito.

NOTE FINALI

Personalmente sono molto googlecentrico e pur lavorando sempre alla ricerca di innovazioni, di nuove tecniche e di nuovi sistemi, non sono sella scuola che usa o ha usato tecniche di cloaking o simili e le sconsiglio vivamente. Meglio lavorare di più per un risultato sicuro che lavorare poco per un risultato altamente incerto.

 

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