
In: Seo simple
11 apr 2009Come tutti sanno, l’algoritmo di indicizzazione dei motori di ricerca si è evoluto nel tempo ad una velocità spaventosa. E’ vero che la società si evolve e di pari passo anche i motori lo fanno. Ma se pensiamo che i motori di ricerca esistono da pochi anni in confronto alla specie umana, ci rendiamo conto di quanto essi stiano mirando a divenire sempre più vicini all’intelligenza collettiva.
Parlando di un sito, possiamo fare un’analogia con le persone. Come succede nei rapporti umani, più voci ‘raccomandano‘ una persona e più importanza gli verrà attribuita. Se poi a raccomandarlo sono persone che occupano una posizione di rilievo, è indubbiamente ancora meglio!
Un tool online ci può venire in aiuto per l’analisi dei link in ingresso al nostro sito, ovvero per le sue raccomandazioni.
Eccolo qua:

Si chiama Link Diagnosis ed è un tool online in gradi di analizzare i link in ingresso al sito. E’ raggiungibile cliccando qui
Come funziona?
Il tool si basa sulle API di Yahoo e fa uso di uno script java che si appoggia ad un componente aggiuntivo di Firefox. Infatti, prima di usare il tool è necessario scaricare ed installare il componente aggiuntivo dedicato.
Una volta fatte queste semplici operazioni è fatta.
Basta inserire l’url del sito che vogliamo analizzare e in pochi minuti avremo tutti i link in ingresso (secondo Yahoo) ed anche gli anchor text utilizzati, nonchè il pr dei siti che ci linkano e altre informazioni interessanti.
Un’ottimo strumento, secondo me. Non può sostituire i software di analisi dei link usati in ambito professionale, ma è un ottimo tool soprattutto gratuito.
In: Seo hot
9 apr 2009![]()

Fare il SEO significa certamente saper ottimizzare un testo in una pagina di un sito, saper creare del contenuto mirato per realizzare una landing page, saper scrivere tenendo conto degli obiettivi che vogliamo raggiungere, padroneggiare il proprio modo di scrittura persuasiva usando delle call to action in grado di convincere l’utente a compiere un’azione ben precisa.
Fare il SEO però significa anche padroneggiare l’altro linguaggio che entra in gioco in questo lavoro: il linguaggio della rete.
E’ infatti impensabile ottimizzare un sito senza sapere niente di HTML, CSS. Ormai è quasi obbligatorio conoscere almeno le basi di un linguaggio lato server.
La conoscenza di base di un linguaggio di programmazione ci può permettere di condizionare determinati eventi al manifestarsi di determinate azioni.
Il cloaking è una tecnica volta al posizionamento di un sito per un insieme di keywords. Il concetto di base è semplice:
Questi semplici passaggi, molto rischiosi in quanto attuano una tecnica ritenuta illecita da Google, possono far si che lo spider trovi un contenuto talmente ottimizzato, ricco di keyword e ricco di tag H1,H2,H3… tale che l’algoritmo di generazione delle SERP possa portare la pagina ad essere nelle prime posizioni per un gruppo di keywords che sul sito visibile agli utenti magari nemmeno compaiono.
Ho realizzato un semplice esempio in PHP per mostrare come sia possibile implementare una tecnica basata sul cloaking:
<?php $paginaSpider=<<<EOF Pagina ottimizzata per i motori EOF; $paginaUser=<<<EOF Pagina con i contenuti per gli utenti EOF; $agent=$_SERVER['HTTP_USER_AGENT']; $agentGoogle="Googlebot"; if(strstr($agent, $agentGoogle)) echo $paginaSpider; else echo $paginaUser; ?>
GLI ASPETTI RISCHIOSI
L’utilizzo del cloaking non è ritenuto lecito da Google. Forte è quindi il rischio di ban.
Anche se un sistema automatico avrà difficoltà ad accorgersi della presenza di cloaking, se stiamo cercando di posizionare un sito con keyword molto inflazionate, un utente umano interessato a posizionare un sito concorrente per le stesse keyword potrebbe effettuare un indagine della propria concorrenza ed accorgersi del nostro trucchetto.Quindi segnalerebbe il nostro sito a Google e ci potremmo trovare penalizzati.
Per un utente attento non è difficile scoprire se un sito fa uso di cloaking. Semplicemente visitando il sito e poi andando a vedere la cache di Google, possiamo verificare se i contenuti del sito sono gli stessi della cache. Se la cache risulta diversa dal sito allora significa che lo Spider di Google ha visto quel contenuto mostrato in cache, ma che l’utente vede un altro tipo di sito.
NOTE FINALI
Personalmente sono molto googlecentrico e pur lavorando sempre alla ricerca di innovazioni, di nuove tecniche e di nuovi sistemi, non sono sella scuola che usa o ha usato tecniche di cloaking o simili e le sconsiglio vivamente. Meglio lavorare di più per un risultato sicuro che lavorare poco per un risultato altamente incerto.
In: Blogging
6 apr 2009
Ti è mai capitato di entrare in un blog ed avere la sensazione di trovarti disorientato?
Hai mai pensato che se fosse stato il tuo blog, avresti organizzato molto meglio i contenuti?
La potenza è nulla senza controllo -> Il contenuto è nullo se non rintracciabile.
Avere una lista di categorie ben organizzata nel proprio blog aiuta i tuoi visitatori a trovare facilmente quello che cercano. Questo è sinonimo di qualità ed efficienza, caratteristiche le quali porteranno il visitatore a considerare il tuo blog per quello che è, ovvero un ottimo blog.
Organizzare i post in più categorie è una delle prime cose da fare quando si decide di aprire un blog. Questo perchè organizzare le categorie quando ci saranno molti post, può portar via un sacco di tempo.
Avere le idee chiare fin dall’inizio. Questa è la ricetta vincente.
Anche se si ha un insieme di categorie ben strutturato, Wordpress non consente di ordinarle. Mostrare le categorie del blog secondo un certo ordine di pertinenza e di attinenza è un ottima cosa per facilitare la ricerca di un argomento da parte degli utenti.
Questo plugin semplicissimo da utilizzare ci viene in aiuto, permettendoci di organizzare l’ordine delle categorie.
http://wordpress.org/extend/plugins/order-categories/
Fatene buon uso…
In: Blogging
26 mar 2009
Sempre più spesso le persone che hanno una posizione di responsabilità in un determinato settore anche all’interno di un’azienda, possiedono un blog e lo utilizzano sia per autopromuoversi che per descrivere la propria personalità ai collaboratori, ai clienti.
Questo utilizzo del blog secondo me è uno dei più efficaci ed utili, e determina un ottimo ritorno dell’investimento di tempo sotto forma delle relazioni interpersonali.
Per un dipendente, un collaboratore, un cliente è bello conoscere la personalità del proprio datore di lavoro, del proprio capufficio o del proprio fornitore di servizi. Migliorano indubbiamente le relazioni umane che si manifestano nel momento dell’incontro o della collaborazione.
Tuttavia va considerato un aspetto fondamentale: il blog deve sempre rispettare la personalità effettiva e non deve essere un mezzo per promuovere ciò che non siamo al fine di mostrarsi diversi ingannando il lettore. Questo sarebbe controproducente anche in termini di relazioni umane.
L’obiettivo che dobbiamo quindi perseguire è quello di scrivere in un linguaggio chiaro e semplice, ed allo stesso tempo gettare un occhio all’aspetto tecnico del post, specialmente in ottica SEO.
A seguito della mia esperienza ho racconto in 10 punti, le regole fondamentali da rispettare per scrivere bene… e scrivere meglio…
1. Prima di iniziare a scrivere è bene pensare per qualche minuto a quello che vogliamo dire, a come presentare meglio il contenuto analizzando anche chi è il nostro target (target tecnico, utente internet medio, utente avanzato, sviluppatore, esperto nel campo, curioso, assetato di gossip…). Successivamente è bene definire un gruppo di keyword ( non più di 7 o 8 ) sulle quali concentrarsi successivamente nella scrittura del post. E’ bene scrivere le keyword su un foglio di carta ed averle sotto gli occhi mentre stiamo scrivendo.
2. Il titolo del post è fondamentale. E’ il nome del post e come il nostro nome identifica il contenuto. Inoltre se il blog adotta un sistema di riscrittura delle url, probabilmente il titolo del post andrà a influire anche sulla url. Per questo è fondamentale usare un titolo che contenga le parole chiave più significative del post.
3. Il titolo non deve contenere solo keyword. Anche l’occhio vuole la suq parte. Non stiamo scrivendo solo per i motori di ricerca ma per le persone. Quindi ha senso usare ad esempio una keyword inserita nella frase che da il titolo al post, la quale dovrebbe essere (IMHO) circa lunga 60 caratteri.
4. Il testo del post deve essere scritto cercando di costruire i paragrafi tenendo conto della densità delle keyword attinenti al post. E’ bene ripetere il più possibile le keyword nel testo. Ciò potrebbe sembrare errato, ma poichè stiamo scrivendo un articolo sensato, formato da discorsi di senso compiuto, sarà molto difficile creare frasi di senso compiuto volte all’utilizzo delle keyword. Per questo il massimo impegno porterà alla densità di keyword giusta, ovvero intorno al 15%/20% (IMHO)
5. Usare le parole in grassetto dona al post un effetto ottico a mio avviso molto gradevole e allo stesso tempo può fare in modo che il lettore focalizzi l’interesse su alcune parole chiave. Lo stesso principio vale per i motori di ricerca i quali attribuiranno maggior pesantezza alle parole in grassetto rispetto alle altre. Mi sembra scontato dire che è molto utile usare il grassetto con le keyword del post.
6. E’ bene suddividere il post in paragrafi spaziati verticalmente. E’ bene aver chiaro il numero di argomenti dei quali abbiamo intenzione di parlare nel post e cercare di delimitarli all’interno del testo. Non ha senso parlare di un argomento X, per poi passare ad un argomento Y e quindi successivamente tornare a parlare dell’argomento X. E’ bene iniziare un argomento e concluderlo in uno o più paragrafi posizionati in una zona ben precisa del testo. Questo facilita anche il ritorno del lettore su un argomento, avendo chiaro dove trovarlo all’interno del testo senza doverlo ricercare. Questo porta ad una lettura più approfondita e quindi attribuisce maggior valore a chi scrive.
7. Se si utilizza una piattaforma di blogging evoluta probabilmente avremo la possibilità di usare i tags. Inserire le keyword nei tags è molto utile sia per i motori di ricerca sia per gli utenti che, in un blog ricco di contenuti, avranno più facilità a rintracciare quelli che gli interessano semplicemente cercandoli con i tags.
8. Usare una frase sottolineata come presentazione di un paragrafo può essere molto utile. Rende i contenuti del post facilmente rintracciabili nel testo e, se la frase descrive bene l’argomento del quale andremo a parlare, può generare curiosità nel lettore e invitarlo alla lettura.
9. Usa immagini nel post. Attraggono l’attenzione, spezzano il testo e migliorano la lettura. Usa però immagini attinenti a ciò di cui stai parlando nel post.
10. Fai ‘vedere’ il post a una persona per 10 secondi e chiedile se ha capito di cosa si parla in quel post. Se i 10 secondi non sono stati sufficienti per capirlo, devi rivedere il modo di scrivere.
Restate in ascolto.
Prossimamente le 10 regole avanzate per scrivere bene un post.