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	<title>SEO per SEO &#124; Web marketing, web developing blog &#187; Seo</title>
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	<description>...solo un altro Blog targato Marco Salvadori</description>
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		<title>Pulsante condividi su facebook sul proprio sito</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 18:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Salvadori</dc:creator>
				<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>

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		<description><![CDATA[
I social network sono sempre pi&#249; presenti nella nostra mente. Il loro linguaggio &#232; diventato di uso comune e quasi tutti facciamo almeno una visita quotidiana su Facebook.
E&#8217; proprio di oggi l&#8217;uscita di un telefonino commercializzato dalla Tre, che ha la gestione dell&#8217;account Facebook preimpostata.
Trovandomi ad ottimizzare un sito di annunci di affitti per studenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="facebook-condividi" title="facebook-condividi" width="300" height="104" class="alignnone size-full wp-image-99" src="http://www.seoperseo.it/wp-content/uploads/2009/04/facebook-condividi.jpg" /></p>
<p>I social network sono sempre pi&ugrave; presenti nella nostra mente. Il loro linguaggio &egrave; diventato di uso comune e quasi tutti facciamo almeno una visita quotidiana su <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>E&#8217; proprio di oggi l&#8217;uscita di un telefonino commercializzato dalla Tre, che ha la gestione dell&#8217;account <strong>Facebook </strong>preimpostata.</p>
<p>Trovandomi ad ottimizzare un sito di <a href="http://www.studentaffitto.it">annunci di affitti per studenti</a>, mi sono chiesto come poter utilizzare <strong>Facebook </strong>per portare <strong>traffico sul sito</strong>.</p>
<p>Con una semplice ricerca su <strong>Google</strong>, gran parte del lavoro &egrave; gi&agrave; fatto. Perch&egrave; farlo due volte? Ecco qua dove scaricare il codice gi&agrave; pronto:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share_partners.php">http://www.facebook.com/share_partners.php</a></p>
<p>Un semplice tasto da posizionare nelle pagine del sito con la scritta &quot;<strong>condividi</strong>&quot; permette a tutti gli utenti di condividere la pagina che stanno visitando con i loro amici su <strong>Facebook</strong>, pubblicandola sul proprio profilo.</p>
<p>Se si hanno interessi comuni o necessit&agrave; medesime con gli amici di <strong>Facebook </strong>il risultato &egrave; che ci saranno dei click su quel link pubblicato in bacheca.</p>
<p>Il risultato statistico &egrave; quello di un incremento di visite quantificabile in base all&#8217;interesse per l&#8217;argomento del nostro link.</p>
<p>Il risultato visivo &egrave; il seguente (trovato sulla bacheca di una mia amica&#8230;) <img src='http://www.seoperseo.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img alt="facebook-tasto-condividi1" title="facebook-tasto-condividi1" width="600" height="387" class="alignnone size-full wp-image-102" src="http://www.seoperseo.it/wp-content/uploads/2009/04/facebook-tasto-condividi1.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tecniche di cloaking</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 23:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Salvadori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo hot]]></category>
		<category><![CDATA[cloaking]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fare il SEO significa certamente saper ottimizzare un testo in una pagina di un sito, saper creare del contenuto mirato per realizzare una landing page, saper scrivere tenendo conto degli obiettivi che vogliamo raggiungere, padroneggiare il proprio modo di scrittura persuasiva usando delle call to action in grado di convincere l&#8217;utente a compiere un&#8217;azione ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Cloaking" width="0" height="0" src="http://www.seoperseo.it/wp-content/uploads/cloaking.jpg" /><img alt="cloaking" title="cloaking" width="500" height="292" class="alignnone size-full wp-image-26" src="http://www.seoperseo.it/wp-content/uploads/2009/04/cloaking.jpg" /></p>
<p>Fare il <strong>SEO </strong>significa certamente saper <strong>ottimizzare </strong>un testo in una pagina di un sito, saper creare del contenuto mirato per realizzare una <strong>landing page</strong>, saper scrivere tenendo conto degli obiettivi che vogliamo raggiungere, padroneggiare il proprio modo di scrittura persuasiva usando delle <strong>call to action</strong> in grado di convincere l&#8217;utente a compiere un&#8217;azione ben precisa.</p>
<p>Fare il <strong>SEO </strong>per&ograve; significa anche padroneggiare l&#8217;altro linguaggio che entra in gioco in questo lavoro: il linguaggio della rete.</p>
<p>E&#8217; infatti impensabile ottimizzare un sito senza sapere niente di <strong>HTML</strong>, <strong>CSS</strong>. Ormai &egrave; quasi obbligatorio conoscere almeno le basi di un <strong>linguaggio lato server</strong>.</p>
<p>La conoscenza di base di un linguaggio di programmazione ci pu&ograve; permettere di condizionare determinati eventi al manifestarsi di determinate azioni.</p>
<p>Il <strong>cloaking </strong>&egrave; una tecnica volta al posizionamento di un sito per un insieme di <strong>keywords</strong>. Il concetto di base &egrave; semplice:</p>
<div style="background-color: rgb(255, 255, 255); padding-top: 5px; padding-right: 5px; padding-bottom: 5px; padding-left: 5px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-family: Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 12px; ">
<ol>
<li>tramite un linguaggio lato server si cerca di capire se il visitatore del sito &egrave; un utente umano o uno <strong>spider</strong>. Come si pu&ograve; capire? Facile! Gli <strong>spider </strong>hanno un nome, e possiamo confrontarlo con una tabella che mette in corrispondenza i motori di ricerca con i loro <strong>spider</strong>. Questo il link dove reperire informazioni per poter tracciare gli spider chiamandoli per nome:&nbsp;<a href="http://www.pgts.com.au/pgtsj/pgtsj0208d.html">http://www.pgts.com.au/pgtsj/pgtsj0208d.html</a></li>
<li>Gli <strong>spider </strong>hanno anche un IP e possiamo usare anche quello per il nostro scopo.</li>
<li>In base alla nostra rilevazione possiamo mostrare una certa pagina per l&#8217;utente, con del contenuto leggibile e ben impaginato, oppure una pagina ricca di keyword e dalla grafica scarna ottimizzata per gli spider dei motori di ricerca</li>
</ol>
<p>Questi semplici passaggi, molto rischiosi in quanto attuano una tecnica ritenuta illecita da Google, possono far si che lo spider trovi un contenuto talmente ottimizzato, ricco di <strong>keyword </strong>e ricco di tag H1,H2,H3&#8230; tale che l&#8217;algoritmo di generazione delle <strong>SERP </strong>possa portare la pagina ad essere nelle prime posizioni per un gruppo di keywords che sul sito visibile agli utenti magari nemmeno compaiono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho realizzato un semplice esempio in <strong>PHP </strong>per mostrare come sia possibile implementare una tecnica basata sul <strong>cloaking</strong>:</p>
</div>

<div class="wp_syntax"><div class="code"><pre class="php" style="font-family:monospace;">  <span style="color: #000000; font-weight: bold;">&lt;?php</span>  
<span style="color: #000088;">$paginaSpider</span><span style="color: #339933;">=</span><span style="color: #0000cc; font-style: italic;">&lt;&lt;&lt;EOF  
	Pagina ottimizzata per i motori
EOF</span><span style="color: #339933;">;</span>  
<span style="color: #000088;">$paginaUser</span><span style="color: #339933;">=</span><span style="color: #0000cc; font-style: italic;">&lt;&lt;&lt;EOF  
	Pagina con i contenuti per gli utenti
EOF</span><span style="color: #339933;">;</span>  
<span style="color: #000088;">$agent</span><span style="color: #339933;">=</span><span style="color: #000088;">$_SERVER</span><span style="color: #009900;">&#91;</span><span style="color: #0000ff;">'HTTP_USER_AGENT'</span><span style="color: #009900;">&#93;</span><span style="color: #339933;">;</span>  
<span style="color: #000088;">$agentGoogle</span><span style="color: #339933;">=</span><span style="color: #0000ff;">&quot;Googlebot&quot;</span><span style="color: #339933;">;</span>  
<span style="color: #b1b100;">if</span><span style="color: #009900;">&#40;</span><span style="color: #990000;">strstr</span><span style="color: #009900;">&#40;</span><span style="color: #000088;">$agent</span><span style="color: #339933;">,</span> <span style="color: #000088;">$agentGoogle</span><span style="color: #009900;">&#41;</span><span style="color: #009900;">&#41;</span>
   <span style="color: #b1b100;">echo</span> <span style="color: #000088;">$paginaSpider</span><span style="color: #339933;">;</span> 
<span style="color: #b1b100;">else</span>
   <span style="color: #b1b100;">echo</span> <span style="color: #000088;">$paginaUser</span><span style="color: #339933;">;</span>  
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">?&gt;</span></pre></div></div>

<p><u><strong>GLI ASPETTI RISCHIOSI</strong></u></p>
<p>L&#8217;utilizzo del cloaking non &egrave; ritenuto lecito da Google. Forte &egrave; quindi il rischio di ban.</p>
<p>Anche se un sistema automatico avr&agrave; difficolt&agrave; ad accorgersi della presenza di cloaking, se stiamo cercando di posizionare un sito con keyword molto inflazionate, un utente umano interessato a posizionare un sito concorrente per le stesse keyword potrebbe effettuare un indagine della propria concorrenza ed accorgersi del nostro trucchetto.Quindi segnalerebbe il nostro sito a Google e ci potremmo trovare penalizzati.</p>
<p>Per un utente attento non &egrave; difficile scoprire se un sito fa uso di cloaking. Semplicemente visitando il sito e poi andando a vedere la cache di Google, possiamo verificare se i contenuti del sito sono gli stessi della cache. Se la cache risulta diversa dal sito allora significa che lo Spider di Google ha visto quel contenuto mostrato in cache, ma che l&#8217;utente vede un altro tipo di sito.</p>
<p><strong><u>NOTE FINALI</u></strong></p>
<p>Personalmente sono molto googlecentrico e pur lavorando sempre alla ricerca di innovazioni, di nuove tecniche e di nuovi sistemi, non sono sella scuola che usa o ha usato tecniche di cloaking o simili e le sconsiglio vivamente. Meglio lavorare di pi&ugrave; per un risultato sicuro che lavorare poco per un risultato altamente incerto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le 10 regole di base per scrivere un post</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Salvadori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere un post]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sempre pi&#249; spesso le persone che hanno una posizione di responsabilit&#224; in un determinato settore anche all&#8217;interno di un&#8217;azienda, possiedono un blog e lo utilizzano sia per autopromuoversi che per descrivere la propria personalit&#224; ai collaboratori, ai clienti.
Questo utilizzo del blog secondo me &#232; uno dei pi&#249; efficaci ed utili, e determina un ottimo ritorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-36" title="regole-scrivere-post" height="284" alt="regole-scrivere-post" width="414" src="http://www.seoperseo.it/wp-content/uploads/2009/04/regole-scrivere-post.jpg" /></p>
<p>Sempre pi&ugrave; spesso le persone che hanno una <strong>posizione di responsabilit&agrave;</strong> in un determinato settore anche all&#8217;interno di un&#8217;azienda, possiedono un <strong>blog </strong>e lo utilizzano sia per autopromuoversi che per descrivere la propria personalit&agrave; ai collaboratori, ai clienti.</p>
<p>Questo utilizzo del blog secondo me &egrave; uno dei pi&ugrave; efficaci ed utili, e determina un ottimo <strong>ritorno dell&#8217;investimento</strong> di tempo sotto forma delle relazioni interpersonali.</p>
<p>Per un dipendente, un collaboratore, un cliente &egrave; bello conoscere la personalit&agrave; &nbsp;del proprio datore di lavoro, del proprio capufficio o del proprio fornitore di servizi. Migliorano indubbiamente le relazioni umane che si manifestano nel momento dell&#8217;incontro o della collaborazione.</p>
<p>Tuttavia va considerato un aspetto fondamentale: il blog deve sempre rispettare la personalit&agrave; effettiva e non deve essere un mezzo per promuovere ci&ograve; che non siamo al fine di mostrarsi diversi ingannando il lettore. Questo sarebbe controproducente anche in termini di relazioni umane.</p>
<p>L&#8217;obiettivo che dobbiamo quindi perseguire &egrave; quello di scrivere in un <strong>linguaggio chiaro e semplice</strong>, ed allo stesso tempo gettare un occhio all&#8217;aspetto tecnico del post, specialmente in ottica <strong>SEO</strong>.</p>
<p>A seguito della <strong>mia esperienza</strong> ho racconto in <strong>10 punti</strong>, le regole fondamentali da rispettare per <strong>scrivere bene</strong>&#8230; e scrivere meglio&#8230; <img src='http://www.seoperseo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>1. Prima di iniziare a scrivere &egrave; bene pensare per qualche minuto a quello che vogliamo dire, a come presentare meglio il contenuto analizzando anche chi &egrave; il nostro <strong>target </strong>(target tecnico, utente internet medio, utente avanzato, sviluppatore, esperto nel campo, curioso, assetato di gossip&#8230;). Successivamente &egrave; bene definire un gruppo di <strong>keyword </strong>( non pi&ugrave; di 7 o 8 ) sulle quali concentrarsi successivamente nella scrittura del <strong>post</strong>. E&#8217; bene scrivere le <strong>keyword </strong>su un foglio di carta ed averle sotto gli occhi mentre stiamo scrivendo.&nbsp;</p>
<p>2. Il <strong>titolo del post</strong> &egrave; fondamentale. E&#8217; il nome del post e come il nostro nome identifica il contenuto. Inoltre se il blog adotta un sistema di <strong>riscrittura delle url</strong>, probabilmente il titolo del post andr&agrave; a influire anche sulla url. Per questo &egrave; fondamentale usare un titolo che contenga le parole chiave pi&ugrave; significative del post.</p>
<p>3. Il titolo non deve contenere solo keyword. Anche l&#8217;occhio vuole la suq parte. Non stiamo scrivendo solo per i motori di ricerca ma per le persone. Quindi ha senso usare ad esempio una keyword inserita nella <strong>frase </strong>che da il titolo al post, la quale dovrebbe essere (IMHO) circa <strong>lunga 60 caratteri</strong>.</p>
<p>4. Il testo del post deve essere scritto cercando di costruire i <strong>paragrafi </strong>tenendo conto della <strong>densit&agrave; </strong>delle keyword attinenti al post. E&#8217; bene ripetere il pi&ugrave; possibile le keyword nel testo. Ci&ograve; potrebbe sembrare errato, ma poich&egrave; stiamo scrivendo un articolo sensato, formato da discorsi di senso compiuto, sar&agrave; molto difficile creare frasi di senso compiuto volte all&#8217;utilizzo delle keyword. Per questo il massimo impegno porter&agrave; alla <strong>d</strong><strong>ensit&agrave; di keyword giusta</strong>, ovvero intorno al <strong>15%/20%</strong> (IMHO)</p>
<p>5. Usare le parole in <strong>grassetto </strong>dona al post un effetto ottico a mio avviso molto gradevole e allo stesso tempo pu&ograve; fare in modo che il lettore focalizzi l&#8217;interesse su alcune parole chiave. Lo stesso principio vale per i motori di ricerca i quali attribuiranno maggior pesantezza alle parole in <strong>grassetto </strong>rispetto alle altre. Mi sembra scontato dire che &egrave; molto utile usare il <strong>grassetto </strong>con le keyword del post.</p>
<p>6. E&#8217; bene suddividere il post in p<strong>aragrafi spaziati verticalmente</strong>. E&#8217; bene aver chiaro il <strong>numero di argomenti</strong> dei quali abbiamo intenzione di parlare nel post e cercare di delimitarli all&#8217;interno del testo. Non ha senso parlare di un argomento X, per poi passare ad un argomento Y e quindi successivamente tornare a parlare dell&#8217;argomento X. E&#8217; bene iniziare un argomento e concluderlo in uno o pi&ugrave; paragrafi posizionati in una zona ben precisa del testo. Questo facilita anche il ritorno del lettore su un argomento, avendo chiaro dove trovarlo all&#8217;interno del testo senza doverlo ricercare. Questo porta ad una lettura pi&ugrave; approfondita e quindi attribuisce maggior valore a chi scrive.</p>
<p>7. Se si utilizza una piattaforma di blogging evoluta probabilmente avremo la possibilit&agrave; di usare i <strong>tags</strong>. Inserire le <strong>keyword nei tags</strong> &egrave; molto utile sia per i motori di ricerca sia per gli utenti che, in un blog ricco di contenuti, avranno pi&ugrave; facilit&agrave; a rintracciare quelli che gli interessano semplicemente cercandoli con i <strong>tags</strong>.</p>
<p>8. Usare una frase sottolineata come presentazione di un paragrafo pu&ograve; essere molto utile. Rende i contenuti del post facilmente rintracciabili nel testo e, se la frase descrive bene l&#8217;argomento del quale andremo a parlare, pu&ograve; generare curiosit&agrave; nel lettore e invitarlo alla lettura.</p>
<p>9. Usa <strong>immagini </strong>nel post. Attraggono l&#8217;attenzione, spezzano il testo e migliorano la lettura. Usa per&ograve;<strong> immagini attinenti </strong>a ci&ograve; di cui stai parlando nel post.</p>
<p>10. Fai &#8216;vedere&#8217; il post a una persona per<strong> 10 secondi </strong>e chiedile se ha capito di cosa si parla in quel post. Se i 10 secondi non sono stati sufficienti per capirlo, devi rivedere il modo di scrivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Restate in ascolto.</p>
<p>Prossimamente le 10 regole avanzate per scrivere bene un post.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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